Alta Burasca; vetta dall’epico nome...   01477
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Legende

1 Pizzo Tambo' 3279 m
2 Piz di Pian 3158 m
3 Pizzo d' Emet 3209 m
4 Cima di Barna 2862 m
5 Piz Bernina 4048 m
6 Pizzo Stella 3163 m
7 Pizzo Quadro 3015 m
8 Piz de Trescolmen 2652 m
9 Pizzo della Forcola 2675 m
10 Monte Legnone 2609 m
11 Piz de Cressim 2575 m
12 Cima de Gagela 2805 m
13 Pizzo di Claro 2727 m
14 Torent Alto 2952 m
15 Monte Rosa 4633 m
16 Piz di Strega 2911 m
17 Cima dei Cogn 3062 m
18 Cima Rossa 3161 m
19 Adula 3402 m
20 Puntone dei Fracion 3202
21 Güferhorn 3379 m
22 Zapporthorn 3152 m
23 Chilchalphorn 3039 m
24 San Bernardino 1608 m
25 Einshorn 2943 m
26 Piz de la Lumbreida 2983 m

Details

Aufnahmestandort: Alta Burasca (2634 m)      Fotografiert von: Gianluca Moroni
Gebiet: Tessiner und Misoxer Alpen      Datum: 07.08.2016
Panoramica a 360°.

Riporto qui sotto la preziosa descrizione, scritta da Giuseppe Brenna, a proposito di questa vetta. La si trova sul volume Alpi mesolcinesi (TI 4) del Club Alpino Svizzero.

“ Alta Burasca 2634 m. Montagna dal nome epico, quasi romantico, che in origine apparteneva alla Cima NW 2652 m del Piz de Trescolmen (vedi la Carta Siegfried del 1872, che riporta il toponimo Alta Burasca). Si alza dall’impervia costiera tra la Cima de la Bedoleta e il Piz de Trescolmen, separando il bacino dell’Alp de Arbeola orientale dalla Val Largè.
Per motivi di sussistenza, agli alpigiani di una volta le cime interessavano solo come luogo di riferimento e di ricerca del bestiame e non come punto di escursione: per questo fatto molte sommità dei nostri monti prendono il nome da alpeggi, valichi, laghetti, pendii sottostanti dal carattere particolare. Ci sono eccezioni legate alla singolare forza estetica o naturalistica di una montagna (da qui: Pizzo Castello, Pizzo Badile, Poncione Rosso, Pizzo di Mezzodì, ecc.).
Alta Burasca è un’espressione che riflette bene uno dei più importanti avvenimenti che possono provocare < paura in montagna > (sentimento che lo scrittore romando Charles-Ferdinand Ramuz ha posto al centro del suo celebre romanzo): ricorda e racchiude in sé la potenza devastante della natura, che in montagna si scatena sotto forma di tempeste dalla forza inaudita; fa pensare ai pastori dell’alpe - piccoli, grandi uomini sotto le placconate che scaricano torrenti impetuosi nel concerto drammatico di un temporale - impegnati strenuamente e disperatamente nel tentativo di portare al riparo qualche bovino, o un gregge di capre o di pecore, insostituibile bene, frutto di grandi cure e indicibili fatiche.
Per tutto quello che significa, Alta Burasca è forse il nome di monte più leggendario e insieme veritiero che sia mai stato dato (insieme ad altri analoghi, come ad esempio Roche des Grandes Tempetes nelle Alpi francesi). “

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Gianluca Moroni

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