L'aquila del Sasso Rotto   5461
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Legende

1 Ziolera, 2478
2 Cima delle Buse, 2574
3 Cimon della Pala, 3184
4 Lago d'Ezze, 2106
5 Cima d'Asta, 2847
6 Cima Trento, 2530
7 Monte Ciste, 2186
8 Cima Dodici, 2334
9 Fravort, 2347
10 Gronlait, 2381
11 Altissimo di Nago, 2078
12 Il Mut
13 Carè Alto, 3462
14 Cima Brenta, 3150
15 Ortles, 3905
16 Rujoch, 2415
17 Cima Sette Selle, 2396
18 Monte Croce, 2490

Details

Aufnahmestandort: Sasso Rotto (2396 m)      Fotografiert von: Pedrotti Alberto
Gebiet: Fleimstaler Alpen      Datum: 26-10-2021
Il Sasso Rotto è, insiene alla gemella Cima Sette Selle, di pari altitudine, la sommità piú alta dei Lagorai a sud di Passo Cagnon. Entrambe le cime sono costituite da grossi blocchi di porfido appoggati, da calcare non senza prudenza, e su uno di questi, in prossimità della croce del Sasso Rotto, campeggia una particolare opera d'arte. Per presentare quest'ultima, e la storia che mi ha spinto all'ascensione serale qui raffigurata, cito da un articolo di giornale della metà di ottobre:
"Mani di un ignoto artista e cultore di storia, nei giorni scorsi, hanno agito ai 2.400 metri della cima Sasso Rotto, sulla catena del Lagorai e dalla quale si gode di una bellissima vista sulla Valle dei Mocheni, per restaurare la raffigurazione dell'aquila tirolese, recante la scritta "Tirolo, Gott und Heimat". L'aquila era stata oggetto, nel corso dell'estate, di un atto di vandalismo che l'aveva deturpata con della vernice gialla, cancellandone la gran parte.
A realizzare l'originale dipinto, negli anni Settanta, fu Franzi Vitlacil, profondo cultore delle vette della catena montuosa, originario dell'Austria e discendente di un soldato che aveva combattuto proprio sul fronte trentino durante la guerra, scegliendo di rimanere poi in Valsugana, a Borgo, divenuta la sua seconda casa."
https://www.ladige.it/territori/pergine/2021/10/21/restaurata-l-aquila-vandalizzata-sul-lagorai-durante-il-periodo-estivo-destando-grande-indignazione-1.3032085
Proprio nel mese di aprile 2021 era apparso sul Bollettino della SAT, Società degli Alpinisti Tridentini, un articolo riguardante il Sasso Rotto, e il suo maggiore cultore e conoscitore, Rino Berti da Torcegno, sul versante opposto quindi, quello italofono e valsuganotto.
"La cima del Sasso Rotto, oltre alle croci che sono state qui erette, è caratterizzata fin dagli anni 60 da un disegno che rappresenta un'aquila tirolese. Si tratta di uno stemma di vernice di colore rosso e bianco. Questo stemma è stato dipinto da Franzi Vitlacil di Borgo Valsugana. Il primo dipinto fu fatto verso il 1960 circa. Era uno stemma piú piccolo dell'attuale che comunque costò al Franzi anche una denuncia. In seguito, e precisamente nel 1974, lo stemma fu ingrandito ed oggi appare - rinnovato nei colori - per ricordare che l'interesse per questa cima ha origini lontane."
Il nome "del" Franzi è parecchio noto anche nel gruppo di Cima d'Asta dove - per ironia della sorte sempre con la vernice gialla - egli si prese la briga di segnare i nomi di tutti i punti topografici piú rilevanti. Un esempio si vede nel mio N.33225. Vi era infatti, fin dalle vecchie tavolette dell'IGM, parecchia confusione sulla toponomastica del gruppo, per cui si sentiva il bisogno di un'opera di ordinamento.
In un certo qual modo, quindi, è stato un austriaco a compensare i "danni" di un altro austriaco, Peter Anich, autore dell'Atlas Tyrolensis, il quale intendendo male il toponimo "Cimalasta" trascrisse "Cima d'Asta", nome senza senso che da allora è sempre rimasto.
Nel caso del Sasso Rotto, invece, l'insidia toponomastica è quella di confonderlo con il vicinissimo Sasso Rosso, una cimetta posta fra il nodo Sette Selle - Sasso Rotto a nord e la Forcella delle Conelle (Sensattel) a sud: un dosso relativamente insignificante, ma tutto occupato da interessanti opere di guerra.

Kommentare

interessantissimo 
Forse per gli italiani il "problema" etnico-linguistico-confinario delle terre tra Italia e Austria è del tutto sconosciuto, ignorato e oramai insignificante. Ma, a volerla conoscere un po', la storia che è passata su questi monti è di un interesse enorme - almeno per me. Che su una cima così avanzata verso sud qualcuno - evidentemente molto attento alla storia - abbia voluto ricordare l'originaria appartenenza al Tirolo la dice lunga. Quanti - in Italia - saprebbero riconoscere nel Trentino di oggi il Welsch-Tirol di un secolo fa? cioè il Tirolo latino, romanzo, in contrapposizione con il Deutsche Tirol (il sud Tirolo attuale) - ma pur sempre Tirolo, a tutti gli effetti. E quanto si potrebbe dire del confine etnico-linguistico di Salorno? e di tutte le questioni che erano aperte ancora negli anni '70, e che oggi forse sono sopite e forse no? troppo lungo e impegnativo il discorso...
Ciao, Alvise
04.11.2021 09:35 , Alvise Bonaldo
Habe gestern mit großem Interesse die Story zum stimmungsvollen Panorama gelesen, Alberto - hoffen wir, dass dieses Kunstwerk am Gipfel nun unbeschädigt erhalten bleibt ... immer wieder unglaublich, dass es Menschen gibt, die auf die Berge steigen und dann Vandalismus betreiben :-(( !!!

Herzliche Grüße
Hans-Jörg
07.11.2021 09:29 , Hans-Jörg Bäuerle
HJBäu: und das ganze, wie gewöhnich, nicht ohne Alpirsbacher: https://bit.ly/3H1SfmP
07.11.2021 13:04 , Pedrotti Alberto
;-)) ... salute, Alberto ... if you run out of stuff, look here:
https://www.panorama-photo.net/panorama.php?pid=29919
07.11.2021 23:32 , Hans-Jörg Bäuerle
Mystisch!
08.11.2021 20:07 , Benjamin Vogel

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Pedrotti Alberto

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