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Panoramica a 360°.
Nel 1877 la guida cadorina Cesaletti da solo vince per prima la Torre dei Sabbioni, fissando con questa ascensione una pietra miliare nella storia delle Dolomiti: l’inizio dell’assalto alle cime meno alte ma più ardue, l’inizio di quello che de Falkner ha chiamato “il periodo della seconda maniera”.
Luigi Cesaletti è un nome quasi completamente disperso nell’oblio, rimasto oscurato da altri memorabili nomi di guide delle regioni dolomitiche vicine, ma è doveroso ricollocarlo al posto che già quella sola salita basterebbe ad attribuirgli. Egli fu, per abilità, all’altezza delle guide contemporanee Michele Innerkofler nelle Dolomiti di Sesto e Michele Bettega nelle Pale. La sua valentia fu riconosciuta anche dal C. A. Austriaco, che gli assegnò nel 1881 una medaglia d’oro per la prima ascensione del Sass de Mura nelle Dolomiti di Feltre. La sua attività fu interrotta da un lungo periodo di emigrazione negli Stati Uniti; ritornò alle sue montagne native già vecchio, e subito riprese a salirle. Morì a 72 anni, pochi giorni dopo che aveva guidato una cordata di cinque alpinisti sull’Antelao.
Tratto da; Appunti per una storia alpinistica delle Dolomiti Orientali, a cura di Antonio Berti. Guida dei Monti d’Italia “LE DOLOMITI ORIENTALI” Volume I – Parte 1ª
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Saluti
Alberto
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